Non è necessariamente oro ciò che luccica..

Ci sono un americano, un italiano e un romano….Potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta ma non e’ questo il caso.

Breve riassunto dei fatti.Pur senza conferme ufficiali dalle parti interessate, la stampa riporta voci secondo cui rappresentanti dell’azionista dell’ UC Sampdoria e del fondo York Capital Management si sarebbero seduti ad un tavolo per discutere un’ eventuale cessione della societa’.

Trattandosi di notizia non ufficiale non e’ tra le finalita’ di chi scrive ragionare sui pro e i contro di un’ipotetica cessione. Sorprendono, piuttosto, il giubilo e l’incondizionata fiducia con cui parte della tifoseria ha accolto queste voci. Ancor piu’ che la vociferata presenza di Gianluca Vialli, che andrebbe a coprire cariche sociali di rilievo nel organigramma societario post cessione, sembra che a scatenare l’entusiasmo sfrenato siano soprattutto l’occasione di liberarsi dell’attuale proprieta’ e la convinzione che il nuovo azionista sarebbe pronto a riversare nelle casse societarie montagne di milioni per sostenere investimenti e riportare la squadra ai fasti del passato. La sola parola fondo sta letteralmente scatenando euforia ed orgasmi multipli.

Non e’ evidente quanto questa reazione possa trovare supporto da motivazioni oggettive.

Velocissimo preambolo di natura tecnica proposto con estrema semplificazione e approssimazione. Un fondo di investimento e’ un “veicolo” in cui alcuni investitori versano risorse finanziare che dei manager (o management company) si occuperanno di gestire e investire comprando e rivendendo attivi (come per esempio partecipazioni di maggioranza o minoranza di aziende terze, titoli di debito, quote in altri fondi etc). Tali attivi verranno gestiti nell’ottica di garantire le finalita’ per cui e’ stato creato il fondo e raccolto il capitale: molto frequentemente la massimizzazione del rendimento del capitale investito ma non solo.

Da una breve ricerca in rete su York Capital Management e’ evidente come le informazioni disponibili al pubblico siano molto poche e frammentate. Esiste un sito isitituzionale protetto da password, non sono reperibili comunicati stampa ufficiali o note rilevanti su operazioni fatte in passato dal fondo. Si legge da fonti terze che questa societa’ avrebbe 20 miliardi di dollari di attivi in gestione (cifra ragguardevole) e viene riportato il nome del suo plenipotenziario. Nonostante la dimensione sono quasi del tutto assenti  notizie sulle tipologie di investimenti effettuati, la “mission” del fondo, i professionisti che lo gestiscono.

Molto strano? Non necessariamente. Quanto meno insolito.

Volendo fare un confronto con un altro fondo che ha recentemente investito nel Milan (https://www.elliottmgmt.com/) e’ immediato constatare come le informazioni sopra elencate siano disponibili in maniera immediata ed esaustiva per chiunque voglia consultarle.

Questo non e’ casuale. La management company di un fondo ha normalmente bisogno di rendersi credibile verso il mondo esterno: investitori, controparti di acquisizioni/cessioni, banche, professionisti da assumere. Per farlo comunica pubblicamente i suoi punti di forza, i suoi successi passati, le sue competenze, i suoi investimenti.

L’entusiasmo sembra quindi per il momento poggiare su una reazione emozionale piuttosto che sui fatti.

Il rapporto di buona parte della tifoseria con l’attuale proprieta’ e’ certamente tormentato per motivi profondi su cui si puo’ concordare o meno ma certamente non liquidabili come paturnie della tifoseria. Parte della stessa tifoseria pur non lesinando critiche feroci non ha mai mancato di riconoscere anche i lati positivi dell’attuale gestione (risanamento finanziario, investimenti di medio lungo periodo sulle strutture, valorizzazione parco giocatori).

A mio modesto parere quindi non si fa il bene della Sampdoria barattando a scatola chiusa l’attuale situazione con qualsiasi ignota alternativa. Appare inoltre quanto meno una concidenza particolare che la notizia dell’interesse del fondo sia stata immediatamente preceduta da veementi attacchi da parte della stampa verso l’attuale proprieta’ e dirigenza, a valle dei quali il livore della piazza sembra essere cresciuto esponenzialmente. La nostra storia ci ha insegnato poco piu’ di 16 anni fa quanto sia importante reagire a queste situazioni con equilibrio e buon senso. Il rischio letale e’ quello di buttare via il bambino con l’acqua sporca.

L’unica cosa giusta da fare e’ continuare a supportare l’UC Sampdoria piuttosto che preoccuparsi di dare il benvenuto ad un compratore che, se anche esistesse, andrebbe valutato con informazioni concrete alla mano.