Giampaolo: «Domani serve partita collettiva»

Bogliasco (Genova), 09/03/2019 Conferenza stampa Marco Giampaolo

E’ inutile girarci attorno, la partita che affronteremo domani sarà decisiva per quanto riguarda il sogno Europa. Una sconfitta contro la Dea equivarrebbe ad una resa per la lotta alle zone nobili della classifica. Questo Giampaolo lo sa, vediamo cosa ha detto in conferenza stampa.

Sulla partita di domani

«Domani si affrontano due squadre che possono lottare per lo stesso obiettivo. Loro hanno un chance in più perché sono in semifinale di Coppa Italia. La gara ha un peso particolare perché è uno scontro diretto. Che giochino meglio è opinabile. Quagliarella ha gestito la settimana, ma ha recuperato e abbiamo sensazioni positive. Ramirez e Tonelli sono rientrati negli ultimi giorni, sono convocati e hanno bisogno di riprendere il ritmo degli allenamenti. Ma questo lo faremo nelle prossime settimane. L’Atalanta è una squadra forte, con una grande identità. Primeggia nei numeri statistici. È tra le prime squadre del campionato. Ha potenziale offensivo, come tante altre ne abbiamo incontrate. Sarà importante fare una partita collettiva, di grande sacrificio perché loro portano tanti uomini sulla linea della palla. Hanno diversi giocatori che nell’uno contro uno sono molto forti. C’è bisogno di una partita collettiva per quando riguarda la fase di non possesso palla, quando la sfera l’avremo noi dovremo saperla sfruttare. Zapata? Lo incontreremo volentieri, è stato un professionista straordinario. Un giocatore eccellente di cui conosciamo le caratteristiche. Dà spessore, è fisico. È difficile da marcare, sa riempire l’area. Non ho dato disposizioni di attenzioni particolare su di lui, se non collettive».

La maglia celebrativa, le voci sulla Roma e sulla cessione della società

«La nuova maglia? È molto bella, mi piace. Tutto quello che profuma di storia mi affascina. Ho detto a Osti di farmene trovare una che me la porto a casa. Sarà una partita difficile dove gli aspetti emotivi possono fare la differenza. Il nostro pubblico so che ci sarà, so che si raduneranno prima. Noi dobbiamo essere orgogliosi di giocare partite di questo tipo, che valgono qualcosa, che hanno un peso, che sono finalizzate a raggiungere un obiettivo. Le voci sulla panchina della Roma? Non vado dietro a queste cose. In questo senso bisogna fare un salto di qualità a Genova. Non bisogna parlare di interessi personali a mercato in corso e non di mercato. La Sampdoria diventa un club di passaggio se non cambiamo il modo di pensare. Se non inculchiamo nel giocatore la fidelizzazione al club, diventa un problema. I giocatori devono pensare solo alla Sampdoria, se no non si ottengono obiettivi di squadra ma solo individuali. Della cessione societaria non parlo, non mi tocca minimamente. Io sono orientato sulla squadra, che faccia bene. Non dobbiamo mettere la mercanzia in piazza, se no diventa tutto più dispersivo».

L’importanza del capitano ma non solo

«Quagliarella vive una seconda giovinezza, ha raggiunto un obiettivo di 19 gol e deve avere l’ambizione di vincere il titolo di capocannoniere. Potrebbe pensare che ha raggiunto il suo massimo e invece no. Bisogna raggiungere obiettivi collettivi. La Sampdoria è al di sopra degli obiettivi di ognuno. Fino ad oggi i ragazzi sono stati straordinari. Io mi accorgo come lavorano. Adesso il mercato non esiste, c’è solo la Sampdoria. Quagliarella dipendenti? La Sampdoria è il quinto migliore attacco, quindi ci sono 15 squadre che fanno peggio. Ogni squadra ha il suo bomber, Quagliarella è quello della Sampdoria. Questo problema non me lo pongo, se non farà gol lui lo farà un altro. Gabbiadini è arrivato due mesi fa ed entrerà nei nostri meccanismi. Defrel i gol li ha fatti, ha passato un momento un po’ difficile, ma l’ho visto molto bene».